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Come costruire una vita nuova e felice

Jean Paul Stanisci: una vita “normale”, un lavoro in uno studio legale e una fidanzata. Qualcosa però non va: pur vivendo bene, non è felice e si sente insoddisfatto. Allora molla tutto: lavoro, fidanzata e con coraggio per costruire una vita nuova e felice.

 

Qual’era il tuo sogno da bambino?jean paul stanisci, storia, di, successo

Non ho ricordi nitidi a riguardo, durante l’adolescenza ho giocato a tennis e il mio sogno era diventare un campione. Crescendo ho fatto agonismo fino ad allenarmi 4 ore al giorno, poi un bel giorno sono partito per il militare , nel 98, e il fuoco si è spento.

 

Come hai scoperto la passione per quello che fai? Prima di cosa ti occupavi?

Lavoravo in uno studio legale associato, in particolare mi occupavo di diritto societario e responsabilità del personale medico, ma anche di un po’ di tutto.

Vivevo a Bari, completamente asettico nei confronti di ogni forma d’arte. Un po’ alla volta ho capito che l’avvocatura non era il mio mondo e ho deciso di cambiare vita, lasciare lo studio e mi sono messo alla ricerca di qualcosa senza sapere cosa… un vero salto nel buio.
Poi, un giorno d’estate nel 2008, nel mezzo di questa nuova dimensione ancora da trovare, mia mamma è morta in un tragico incidente d’autobus in cui persero la vita anche altre persone. A quel punto, mi sono ritrovato solo ed essendo figlio unico, senza una idea precisa di cosa fare per lavoro, pian piano nella mia mente si è aperta una via che prima non c’era, o che non avevo ancora visto.

Ho così deciso di utilizzare la bifamiliare di proprietà ad Alberobello (dove viveva mia mamma) per poter guadagnare qualcosa in attesa di completare la mia ricerca. Invece, all’improvviso spuntavano in mente delle nuove idee… Tra cui quella che l’ospitalità sarebbe potuta diventare il mio lavoro e che potevo differenziarmi rispetto all’offerta di Alberobello dove per la maggiore va il trullo.

Ho messo pian piano insieme i pezzi di una vita, conoscenze, amicizie, capacità coraggio e fortuna.
Riscoprendo, o scoprendo per la prima volta, una certa creatività e attenzione per l’arte in genere. Il progetto di accoglienza , in formula di B&B, mi ha fatto venire il desiderio di poter realizzare una struttura in cui le persone potessero sorridere, una vera e propria “smile zone”: ho scelto dei temi, uno per ogni stanza, infatti il motto è “5 stanze, 5 temi, 5 artisti, scegli il tuo stile”. Le idee però andavano messe in pratica, ho coinvolto così degli artisti, designer e artigiani locali per lavorare le stanze ognuna improntata ad un tema, utilizzando materiali di riciclo.

Per fortuna la formula ha avuto successo. In seguito è nata l’associazione culturale con la quale ho potuto accogliere 4 progetti, il più importante è il “kaki tree project”, un albero di kaki giapponese proveniente da una pianta bombardata a Nagasaki dalla bomba atomica, un progetto internazionale che ho avuto l’onore di ospitare e piantare in una cerimonia a cui hanno preso parte le scuole elementari del paese .
Poi mi è stato proposto un progetto, un food event che si terrà a Bari ed è la prima sagra vegana del sud Italia… insomma, la nuova vita cominciata con il “Joyful people”; ancora non so dove mi porterà, ma del resto come si dice, la felicità non è una meta ma un cammino.kaki-tree-project-joyful-people

 

Quali persone ti hanno appoggiato nel perseguire la tua strada professionale?

All’ inizio nessuno, a dir il vero ho avuto molti incoraggiamenti a non fare quello che stavo per fare.
Poi , quando la cosa è andata bene, si sono un po’ ricreduti tutti. Adesso posso dire che, pian piano, ho conosciuto delle persone con cui stiamo affrontato e condividendo un percorso.

 

Cosa fai quando incontri momenti di difficoltà?

Pratico il buddismo di Nichiren Daishoni da 20 anni, nei momenti di difficoltà aumento la mia determinazione nelle preghiere, che consiste nel recitare ritmicamente la frase “nam myoho renge kyo” grazie alla quale emerge dalla mia vita una rinnovata forza vitale, accompagnata da nuove energie e idee, per cui il momento di difficoltà si trasforma in opportunità. Devo tutto a questo.

 

Quali sono le caratteristiche che, secondo te, servono per raggiungere i propri traguardi?

Secondo me, ognuno è diverso, quindi ognuno ha la sua strada . Per questo, ritengo che per poter raggiungere i propri traguardi arriva un momento in cui bisogna raccogliere il coraggio di decidere profondamente, senza farsi influenzare da nessuna cosa, anche quelle che al momento ci possano sembrare buone per noi perché essendo appunto diversi, anche il consiglio più bello, resta comunque un punto di vista che può andare bene per chi lo dice, ma non per noi: ricette uguali per tutti non esistono. Coraggio e saggezza sono soggettive.jean paul stanisci

 

Cosa ti senti di consigliare a chi fatica a trovare la propria strada?

Che se si fa fatica, bisogna cambiare. Se si ripete lo stesso schema, si avranno gli stessi risultati.

 

Per saperne di più, visitate il sito di Joyful People

Oppure collegati al suo profilo di  Jean Paul o alla fan page di facebook.

Barbara Vangelista
Barbara Vangelista
"Non tentare è il primo fallimento."

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