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Felicità e semplicità: eccome come trovare la propria strada

Michele Tomasini, ingegnere di Aviano (PN), è un cuoco molto particolare… ha deciso di mollare un posto a tempo indeterminato alla Fiat per fare il cuoco in giro per il mondo. Partito in bicicletta da Pordenone, è stato in  Estonia, Austria, Slovacchia, Polonia, Lituania per poi proseguire in Russia, Armenia, Turchia e Serbia. Da marzo 2015 ha iniziato un viaggio in Sud America partendo dall’Argentina.

Durante i suoi viaggi viene ospitato dalle persone con cui si sdebita cucinando i piatti della cucina italiana.Michele-Tomasini-storia-di-successo-1

Di se stesso dice: “Sono uno zingaro professionista. Non sono un turista, non cerco musei e monumenti. Cerco di vivere nei luoghi dove passo. In qualche modo trovo sempre il contatto con la gente del posto che condivide con me la sua vita quotidiana. Il modo atipico di muovermi, prima in bici poi in mosquito aiuta perché diverte la gente che si apre naturalmente e mi da aiuto quando ne ho bisogno.

Non sono un cuoco professionista  però è vero che anche questo fatto è un buon piede di porco per scardinare tante porte. Cucinando sono entrato in tante case, trattato come uno di famiglia, ospitato. Sono un po’ uno scroccone ma questa é la parte migliore dei miei viaggi. State con le persone, vivere un po’ della loro vita diversa dalla nostra.”

 

Qual era il tuo sogno da bambino?

Da bambino sognavo di stare con gli animali, poi di costruire e inventare cose e poi di diventare campione mondiale di motociclismo. All’ultima non mi ci sono neanche avvicinato. La prima motoretta che ho guidato è stata la lambretta di mio padre a 19 anni.

 

Michele-Tomasin-storia-di-successo-2

Come hai scoperto la passione per questo lavoro? Prima di cosa ti occupavi?

Sono ingegnere meccanico. Ho lavorato in Fiat per 5 anni. Due anni fa ho dato le dimissioni e ho fatto un anno di scuola per diventare cuoco.
Per Fiat ho passato 3 anni all’estero: Cina, Serbia e Brasile.

 

Quali persone ti hanno appoggiato nel perseguire la tua strada professionale?

Sono abbastanza individualista. Le cose che mi mettevo in testa di fare generalmente le portavo avanti tentando di non chiedere aiuto a nessuno. Viaggiando ho smussato un po’ questo mio carattere che mi portava spesso anche ad isolarmi. Col viaggio in bici dell’ altro anno e questo che sto facendo ho imparato ad avere più fiducia della gente. Lungo la strada molti mi hanno dato una mano, anche solo entusiasmandosi per quello che stavo facendo. Questo mi faceva capire quello che le mie visioni prima di partire, le quali molti non consideravano fattibili, invece si stavano realizzando. Si poteva fare e ci si poteva divertire.

Dove vivo in Italia mi sembra che la mentalità sia quella che un sogno rimarrà sempre un sogno, perché  è difficile da realizzare ed è meglio non pensarci per non perdere tempo “trovati un lavoro e sposati”. Per fare quello che sto facendo bisogna essere liberi da impegni e responsabilità grosse. Non ho moglie e figli da mantenere. Mi devo saper adattare alle situazioni disagiate, sopportare anche la noia e la solitudine a volte, però, la verità è che sono più solo quando sono a casa in Italia. Viaggiando mi capita sempre di incontrare persone e stare con loro in maniera anche più intensa e sincera che con gli amici e i conoscenti di una vita.

 

Michele-Tomasini-storia-di-successo-3

Cosa fai quando incontri momenti di difficoltà?

Ho avuto molti momenti nei quali mi sentivo stanco ed ero tentato di finirla li e tornare al torpore sicuro di casa ma poi capita qualcosa o incontro qualcuno e inizia una nuova storia da vivere. Sono come le maglie di una catena, una si chiude con l’altra, dove termina una, inizia l’altra.

 

Quali sono le caratteristiche che, secondo te, servono per raggiungere i propri traguardi?

Ho una buona forza di volontà nel sopportare la fatica e lo stress fisico, credo anche mentale, perché vanno di pari passo. Il mio obiettivo principale è quello di essere felice. Non lo sono ancora in maniera completa. Ho molti difetti di carattere che mi limitano e rovinano molti momenti delle mie giornate, in maniera oggettivamente illogica. Viaggio anche per trovare la forza di cambiare ed in questo modo facilitare il sopravvento della felicità, che nel mio caso vuol dire anche tranquillità.

So che se stessi a casa, non cambierei. Non avrei abbastanza stimoli per cercare di essere una persona meno meschina, meno interessata, opportunista, materialista.

Il mio sogno è questo. Depurarmi dallo sporco che mi porto addosso e che mi porta ad agire in una maniera che mi allontana dalla semplicità e dalla felicità.

 

Cosa ti senti di consigliare a chi fatica a trovare la propria strada?

Dalla mia esperienza io consiglio di provarci, solo così ci si rende conto che una cosa è possibile farla. Anche solo agendo, senza raggiungere il risultato finale, ci si da coraggio per riprovarci o per provare un altra impresa. Impresa tra virgolette. A volte anche piccole cose è difficile trovare la volontà per portarle avanti. Il momento iniziale è sempre il più difficile ma poi qualsiasi cosa può diventare quasi come un abitudine e quindi fluire quasi senza sforzo. Quando si conosce una strada già percorsa, la si percorre senza preoccupazione e più veloce. E poi che cosa ci si può perdere a provarci? Non stiamo parlando di scalare una parete di roccia senza una corda di sicurezza. Non si tratta di rischi irreversibili.

 

Per restare in contatto con Michele vai alla pagina facebook oppure nel suo sito internet.

Barbara Vangelista
Barbara Vangelista
"Non tentare è il primo fallimento."

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