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Forti Credenze per affrontare le avversità

Luca Panichi e una passione smisurata per il ciclismo. Il 18 luglio del 1994 durante il cronoprologo del Giro dell’Umbria internazionale dilettanti viene travolto da un’auto in cui riporta una triplice lesione cervicale e una doppia lesione spinale.

Da quel giorno comincia una nuova sfida e dopo una lunga riabilitazione continua ad esprimere il suo amore per lo sport e le sfide scalando, su una sedia a rotelle, le montagne che prima affrontava a in bicicletta.

Nel 2009 decide di scalare, come sfida con se stesso, l’arrivo della tappa del Giro d’Italia in arrivo al Blockhaus, in Abruzzo. Il suo arrivo è ripreso e commentato dalle telecamere della Rai al seguito della manifestazione ciclistica.

Da quell’anno comincia una singolare sfida: scegliere una tappa della più importante manifestazione ciclistica italiana e giungere al traguardo prima dei corridori: nel 2010 il passo del Tonale, nel 2012 lo Stelvio, nel 2013 le Tre cime di Lavaredo, lo Zoncolan nel 2014 e nel 2015 il Colle delle Finestre.

Luca parte al mattina, intorno alle sei, per arrivare al traguardo della tappa un paio d’ore prima dei ciclisti: «Il senso è riuscire a mandare il mio messaggio con la copertura televisiva presente all’arrivo». 

 

Qual era il tuo sogno da bambino?Luca -Panichi-atleta-credenze-convinzioni

Il mio sogno da bambino era fare il politico e diventare come Moser!!! Tutte e due i sogni sono in corso d’opera!

 

Come hai scoperto questa passione? Prima di cosa ti occupavi?

E’ stata una primissima passione, a parte ascoltare Umberto Tozzi. 🙂

La devo a mio zio Mario, super ciclista da sempre.

 

Quali persone ti hanno appoggiato nel perseguire questa strada?

La mia famiglia in primis con mio padre Walter, mia madre Milena sempre al seguito fin dagli inizia a 8 anni, i miei fratelli David e Umberto, sempre vicini e attenti alle mie richieste d’attenzione. Poi mio cugino Mario, anche lui ciclista come Umberto, siamo proprio una famiglia di ciclisti! Infine la grande famiglia del ciclismo, che mi ha permesso di incontrare maestri di vita, prima ancora che direttori sportivi, come il compianto Renato Amantini, Francesco Allegrucci, Naldo Lucarelli, i compianti Gianni Tomassini e Domenico Pazzaglia, il bravissimo Giancarlo Montedori, gli ex professionisti Roberto Poggiali e Gianluca Brugnami, il Presidente Carlo Roscini e amici speciali come Luciano Bracarda e gli amici fantastici del Gp Capodarco… e tanti altri; insomma un ambiente meraviglioso.

 

Quali sono stati i momenti difficili in cui hai pensato di lasciare queste “sfide”?

In verità, sia quando gareggiavo in bicicletta che ora, non ho mai pensato di abbandonare le sfide. Se è successo e succede di mancare obiettivi e risultati, ciò non toglie il costante immenso piacere di averci provato e aver dato il meglio, con l’entusiasmo di ripartire sempre!

 

Cosa fai quando incontri momenti di difficoltà?

Quando incontro difficoltà, mi riorganizzo e cerco di trovare sempre una soluzione adeguata… che può essere sospendere momentaneamente un allenamento difficoltoso, oppure modificare l’atteggiamento in gara, cercando di individuare la risposta e il comportamento adeguati alla difficoltà.

Nella vita di tutti i giorni, ritengo che mantenere forti le credenze e i significati ai quali si crede e per i quali ci si applica serva per affrontare con lo spirito giusto le avversità…

 

Quali sono le caratteristiche che, secondo te, servono per raggiungere i propri traguardi?Luca-Panichi-intervista-successo-credenze-convinzioni

Per raggiungere dei traguardi ai quali si tiene ci vuole in primis una convinzione reale che sia dettata da una volontà di abbracciare la propria passione ed il piacere di raggiungere il risultato, non come mera affermazione sociale, ma nel gusto di mettersi alla prova in ciò che ti attrae e ti procura energia.

Chiaramente poi deve seguire una buona dose di dedizione, che non è sacrificio ma piacere di applicarsi al fine di esprimere le migliori energie!

 

Cosa ti senti di consigliare a chi fatica a trovare la propria strada?

Il mio suggerimento è non realizzare o seguire cose dettate dagli altri o che rientrano nelle aspettative degli altri, ma avere il coraggio di dirsi dentro che quella cosa la senti tua e ti piace farla crescere e praticarla perché ti dona tanta energia e serenità.

Te ne accorgi dalle tante motivazioni che ti arrivano senza importele come un dovere per te stesso o per gli altri, ma perché te ne senti ben rappresentato, si tratta semplicemente di dare alimento costante al proprio io interiore, che spesso vuole nascondersi fino ad arrivare a sentire che sei assolutamente protagonista della tua vita!

 

Potete seguire le imprese di Luca attraverso la sua pagina facebook.

Barbara Vangelista
Barbara Vangelista
"Non tentare è il primo fallimento."

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