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Quando i sogni di un bambino prendono forma

Andrea Visconti fin da bambino sogna di inventare qualcosa per migliorare la vita delle persone. In un momento molto delicato della sua vita lascia un lavoro fisso per dedicarsi alla crescita della sua startup.

E come avviene nelle migliori favole, i sogni di un bambino prendono forma e diventano realtà.

 

Qual era il tuo sogno da bambino?Andrea Visconti, Sinba, Shark Tank

Da bambino sognavo di fare l’inventore, perché volevo inventare qualcosa che potesse migliorare la mia vita e quella delle persone a cui volevo bene. Proprio così è nata la mia passione. Col tempo poi quel sogno di diventare un inventore si è modificato in “imprenditore”, ma alla base c’è sempre lo stesso desiderio, che ho cercato di trasferire in Sinba.

Di certo con Sinba non salveremo il mondo, ma magari aiuteremo un pochino le persone ad avere più tempo per fare ciò che amano. Se devo essere sincero però da bambino non avevo un solo sogno; ne avevo 3.

Sposarmi giovane (appena ho conosciuto Francesca il sogno è diventato sposare Francesca), formare una bella famiglia con dei bellissimi bimbi, e fare l’imprenditore. I primi due sogni ho avuto la fortuna di realizzarli, per il terzo c’è ancora un po’ da lavorare, ma sono sulla buona strada.

 

Come hai scoperto la passione per questo lavoro? Prima di cosa ti occupavi?

Prima di Sinba sono stato Brand Manager K-Way e prima ancora avevo una società di eventi con il mio attuale socio Alessandro. A 6 mesi dal matrimonio ho mollato il lavoro in K-Way perché era troppo impegnativo per permettermi di progettare Sinba e formare un team che fosse in grado di realizzare il progetto. Ovviamente era troppo presto per sperare di fatturare con Sinba, quindi per un paio d’anni ho fatto prima un po’ di consulenze di marketing e poi il collaudatore di Alfa, Fiat e Maserati. Un lavoro meraviglioso che mi permetteva di guidare ogni giorno un auto nuova in anteprima, e soprattutto un lavoro che mi permetteva di dedicare molto tempo ed energie a Sinba.

 

Quali persone ti hanno appoggiato nel perseguire la tua strada professionale?

Quando, a 6 mesi dal matrimonio, in piena crisi economica si decide di lasciare un lavoro fisso e ben remunerato per dedicarsi ad una startup innovativa ad alto rischio, non è una cosa facile da accettare per la futura moglie, per gli amici e per i genitori. Io però sono molto fortunato perché i miei genitori e i miei amici hanno sempre rispettato le mie scelte, anche quando non le comprendevano e mia moglie mi è sempre stata vicino aiutandomi e sacrificandosi con me ogni giorno. E’ difficile lasciare la libertà (anche di sbagliare) alle persone a cui vogliamo bene, ed io devo ringraziare molto la mia famiglia, per averlo fatto.

 

Quali sono stati i momenti difficili in cui hai pensato di lasciare la tua attuale professione?

Di momento difficili ne abbiamo passati molti, ma in nessuno di questi momenti ho pensato di lasciare. Quando nella vita hai un sogno, e quel sogno diventa il tuo obiettivo, non devi mai mollare. Se sai dove vuoi andare trovare la strada e percorrerla diventa molto più semplice.

 

Cosa fai quando incontri momenti di difficoltà?

Quando incontro una difficoltà cerco subito un modo per superarla. Si collega a ciò che dicevo prima, se sai dove vuoi andare, percorrere la strada diventa molto più facile, anche quando si incontrano delle prove e delle difficoltà durante il percorso. Dopodiché chiedo aiuto e mi confronto con le persone più vicine e a volte cerco di non soffermarmi troppo sulla difficoltà, ma sempre sull’obiettivo, perché a volte anche un pizzico di inconsapevolezza non fa male. Albert Einstein diceva che a volte le cose sembrano impossibili, finché arriva qualcuno che non lo sa e le realizza.

Andrea Visconti, Sinba

 

Quali sono le caratteristiche che, secondo te, servono per raggiungere i propri traguardi?

Per raggiungere i propri traguardi secondo me, servono 3 caratteristiche principalmente: Determinazione, Leadership, Amore.

Sicuramente serve molta determinazione e voglia di farcela. Le difficoltà durante il cammino sono tantissime, e meno male, perché sennò tutti sarebbero in grado di farcela. Invece in questo modo raggiunge i propri obiettivi solo chi ci tiene veramente e fa di tutto per arrivare.

Poi serve saper lavorare in gruppo ed essere un buon leader. A volte si corre il rischio di specchiarsi troppo dentro alle proprie posizioni o alle proprie conquiste ed esaltare un po’ troppo il proprio ego. Non è questo che serve per raggiungere i traguardi che ci si prefigge, ma saper valorizzare le persone di cui ci si circonda, lasciandogli spazio e fiducia. Chi non si sente un leader però non si deve scoraggiare. Anche se è certamente una capacità innata in alcuni di noi, per molti invece la capacità di leadership viene fuori semplicemente mettendola alla prova.

Quando ci teniamo davvero ad una cosa tiriamo fuori delle capacità che non pensavamo di avere, e diventiamo tutti bravissimi leader, bravissimi venditori ecc.. E’ come quando ci si innamora di una ragazza quando si è adolescenti. L’amore per quella ragazza ci rende capaci di fare cose che non pensavamo di poter fare, ci da una forza ed un’energia infinita che ci farebbe andare in capo al mondo per lei. Vale lo stesso quando si insegue un sogno e si ha un obiettivo. Bisogna amare i propri sogni e amare ciò che si fa per avere la forza di farcela.

 

Cosa ti senti di consigliare a chi fatica a trovare la propria strada?

Questa domanda la sento particolarmente, perché nonostante avessi ben chiaro l’obiettivo di diventare imprenditore, quando lavoravo in K-Way per un periodo avevo smarrito la strada. Ricordo che un giorno parlando con Marco Boglione (presidente di BasicNet, società a capo dei marchi Kappa, K-Way, Superga ecc..) gli dissi che mi sentivo come se stessi girando in una rotonda, ma non sapevo quale fosse la giusta uscita, la mia uscita. E quindi giravo incessantemente senza sapere dove andare. Marco provò a provocarmi, per farmi tirare fuori le palle, ma non sapevo più quale strada percorrere. Alla fine la risposta la trovai dentro di me. Infatti avevo già l’idea di Sinba in mente, ma non riuscivo a vedere che fosse proprio quella la strada che volevo percorrere. Non ho un consiglio specifico da dare, se non quello di chiedere tantissimo di trovare la propria strada, e di guardarsi dentro, perché molto spesso la risposta è già dentro di noi, bisogna solo avere veramente voglia di trovarla!

 

“Ti ringrazio ancora moltissimo per queste belle domande, perché mi hanno costretto a darmi nuovamente le ragioni per cui faccio questo mestiere. La prima cosa che bisogna sempre avere chiara nella vita secondo me è il perché di ogni cosa. Il perché è un po’ come l’obiettivo, se non sai dove vuoi andare non ci arriverai mai, e se non sai perché fai una cosa, se anche dovessi farcela non te ne renderai conto e ti perderai tutto il meglio che il fare quella determinata cosa porta con sé.”

Grazie a te Andrea!!!

Per restare in contatto con Andrea, potete trovarlo su facebook, oppure seguire il suo progetto imprenditoriale: sinba.

Barbara Vangelista
Barbara Vangelista
"Non tentare è il primo fallimento."

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